Infortuni sul lavoro (Inail)

L’assicurazione obbligatoria INAIL copre il verificarsi di infortuni sul lavoro Inail nonché di insorgenza di malattie professionali. L’infortunio è coperto dall’assicurazione INAIL se derivato da incidente avvenuto per “causa violenta in occasione di lavoro” dal quale derivi la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni. La “causa violenta” è ogni aggressione che dall’esterno danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore, è un fattore che opera dall’esterno nell’ambiente di lavoro, con azione intensa e concentrata nel tempo (può essere provocata da sostanze tossiche, sforzi muscolari, microrganismi, virus o parassiti e da condizioni climatiche e microclimatiche, ecc.). La “occasione di lavoro” comprende tutte le situazioni, incluse quelle ambientali, nelle quali si svolge l’attività lavorativa e nelle quali è imminente il rischio per il lavoratore. Non è sufficiente, quindi, che l’evento avvenga durante il lavoro ma che si verifichi per il lavoro. Deve esistere, in sostanza, un rapporto di causa-effetto, anche indiretto, tra l’attività lavorativa svolta dall’infortunato e l’incidente che causa l’infortunio. L’INAIL tutela i lavoratori anche nel caso di infortuni avvenuti durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro. Il cosiddetto infortunio in itinere può verificarsi, inoltre, anche durante il normale percorso che il lavoratore deve fare per recarsi da un luogo di lavoro a un altro, nel caso di rapporti di lavoro plurimi, oppure durante il tragitto abituale per la consumazione dei pasti, se non esiste una mensa aziendale. Qualsiasi modalità di spostamento è ricompresa nella tutela (mezzi pubblici, a piedi, ecc.) a patto che siano verificate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari. Il tragitto effettuato con l’utilizzo di un mezzo privato è coperto dall’assicurazione solo se tale uso è necessitato.

 

 

-          La segnalazione in caso di infortunio, anche in itinere,deve essere tempestivamente effettuata al datore di lavoro da parte del lavoratore. La segnalazione dell’infortunio deve essere fatta anche nel caso di lesioni di lieve entità. In base alla gravità dell’infortunio, il lavoratore può: rivolgersi al medico dell’azienda, se è presente nel luogo di lavoro; recarsi o farsi accompagnare al Pronto soccorso nell’ospedale più vicino; rivolgersi al suo medico curante.

-           Il termine per la denuncia di infortunio o di malattia professionale è fissato in 3 anni dal giorno in cui è avvenuto l’incidente o in cui si è manifestata la malattia. Si può denunciare l’infortunio che abbia almeno tre giorni di inabilità temporanea al lavoro. Il datore di lavoro deve denunciare l’infortunio entro due giorni, non da quando è accaduto l’infortunio, ma da quando l’infortunato gli faccia pervenire il certificato medico.

-          L’inabilità temporanea al lavoro viene calcolata sulla retribuzione giornaliera: per il 60% fino al 90° giorno, per il 75% dal 91° giorno fino alla guarigione. I primi 3 giorni vengono pagati dal datore di lavoro. Dopo la chiusura del periodo di inabilità temporanea, l’INAIL convoca a visita medico-legale l’infortunato per l’accertamento degli eventuali postumi. Viene indennizzato il danno biologico, inteso come lesione all’integrità psicofisica. L’indennizzo parte da una invalidità del 6%: dal 6% al 15% per indennizzo si eroga una somma in capitale, una tantum, differenziata in funzione del grado di invalidità, del sesso e dell’età; dal 16% in su viene erogata una rendita, cioè una somma mensile. Tale rendita è calcolata sulla base di tre parametri: la percentuale di invalidità, lo stipendio, un coefficiente di maggiorazione.

-          I termini per un eventuale ricorso amministrativo sono fissati in 3 anni dalla notifica della decisione INAIL. L’assicurato, nel ricorso amministrativo, può chiedere di essere sottoposto ad una visita medica collegiale tra il medico dell’INAIL e il proprio medico di fiducia, quest’ultimo a spese dell’assicurato. Se l’assicurato non riceve risposta entro 60 giorni o se riceve risposta negativa, potrà proporre un ricorso giudiziale al Giudice del Lavoro, con l’assistenza di un avvocato, sempre nel termine dei 3 anni dalla notifica della decisione INAIL.

In caso di aggravamento, la revisione dell’invalidità  può essere fatta entro 10 anni dall’infortunio (15 anni se si tratta di malattia professionale) a domanda dell’infortunato. Fanno eccezione i tumori, la silicosi, l’asbestosi, le malattie infettive e parassitarie. In ogni caso, la visita di revisione può essere disposta anche dall’INAIL.

La revisione può essere fatta una sola volta, se l’invalidità sia nulla o sotto il 6% o sotto il 16%; la revisione per invalidità dal 16% in su può essere fatta per 6 volte (ogni anno nei primi 4 anni e due volte negli ultimi 6 anni); dopo 10 anni la rendita diventa definitiva.
Se, in caso di revisione, la percentuale d’invalidità diminuisce e giunge sotto il 16%, la rendita viene sostituita dall’indennizzo in capitale.

-          In caso di diversi infortuni consecutivi, cioè se dopo il primo infortunio, subentra un secondo o un terzo infortunio, e via dicendo, si fa una valutazione complessiva dei postumi e il ricalcolo di un nuovo capitale o rendita, sottraendo quanto già erogato per i precedenti infortuni. Non si fa la somma aritmetica delle invalidità.

 

Altri benefici:

-          Assegno mensile per l’assistenza personale continuativa: spetta, per determinate menomazioni, se il grado di invalidità è del 100%. Non è compatibile con l’indennità di accompagnamento dato agli invalidi civili.

-          Rendita mensile ai superstiti: in caso di morte dell’infortunato per cause conseguenti all’infortunio o alla malattia professionale spettano anche le spese funerarie fino ad un limite d’importo di poco più di 1.500,00 €.

-          Speciale assegno mensile continuativo: per gli eredi di infortunati con almeno il 65% di invalidità deceduti per altra causa (non lavorativa) è commisurato alla rendita corrisposta in vita e tiene conto dei redditi dei familiari.

-          Assegno di incollocabilità: l’invalido con invalidità di almeno il 34% e sotto i 65 anni di età, se dichiarati incollocabili.

-          Integrazione di fine anno: intorno ai 200,00 €; spetta in diversa misura, agli invalidi sopra l’80% e a quelli con 100% più assegno di assistenza personale continuativa. Per beneficiarne, non bisogna superare un limite di reddito annualmente stabilito.

-          Protesi, presidi e dispositivi tecnici, se necessari, vengono forniti anche dopo la scadenza decennale di revisione della rendita.

-          Cure idrofangotermali e soggiorni climatici, a giudizio del medico dell’INAIL, non oltre la scadenza decennale di revisione della rendita. Spese di viaggio e di soggiorno in alberghi convenzionati anche per l’accompagnatore, se ne viene dmostrata la necessità.

-          Brevetti di Grande Invalido (e invalidità fra 80% e 100%) e di Mutilato del Lavoro se invalidità fra 50% e 79%), in aggiunta ad una piccola somma di denaro (intorno ai 100,00 €).